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Le belle bandiere della lotta e dell'amore |
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le belle bandiere della lotta e dell'amore
40° anniversario della Giornata della Pace Le belle bandiere della lotta e dell’amore Il cristiano è un uomo di pace, non un uomo in pace: fare la pace è la sua vocazione, così don Primo Mazzolari ricostruiva il genoma esistenziale dell’uomo cristiano. D’altra parte pace è la prima parola pronunciata dal Cristo risorto perchè la fede del cristiano non si fonda solo sull’incarnazione di Gesù, ma proprio sulla sua risurrezione. Gli stessi vangeli sono nati spiritualmente, teologicamente e storicamente alla luce della risurrezione; quindi il credente può dire, e dovrebbe ricordare, che dove regna il Vangelo regna la pace. Tutte le religioni parlano di pace, ma è solo nel contesto della fede cristiana che la realizzazione effettiva della pace ha iniziato a essere percepita come un problema: far fronte, cioè, alla sfida di unire uomini che si richiamano a fedi diverse in una stessa società politica per dilatarsi in una dimensione universale; per i cristiani e la Chiesa la dimensione spirituale dell’uomo è universale e storica, dimensione che sancisce proprio la “sua” verità e la libertà della sua coscienza. La storia stessa della Chiesa, però, ci ha messo di fronte alla doppia personalità del suo agire e del suo pensare a proposito di pace e di guerra, dai martiri delle prime comunità cristiane alla ragione/religione di stato, dalle conquiste delle popolazioni amerindie alle benedizioni delle armi, dalla Lettera a Diogneto alla Pacem in terris:nella sua pedagogia di pace la Chiesa ha vissuto, spesso, pensieri, opere e omissioni anteponendo emozioni storiche e diplomazie a una effettiva responsabilità evangelica e a una precisa vocazione profetica. Non si può negare, infatti, che i suoi percorsi di pace siano stati intrisi dai chiaro-scuro dell’anima, dagli oscillanti opportunismi delle contingenze storiche e da terribili sudditanze alle ragioni di stato, ma non si possono, però, sminuire o dimenticare i suoi audaci e, spesso, solitari cammini per giungere a smilitarizzare l’intelligenza, l’economia, la politica e le fedi, e per percepire, con don Milani, che in termini di pace, l’obbedienza non è più una virtù. Quindi verità, giustizia, libertà e amore, i quattro pilastri della pace, indelebilmente incisi nella storia dell’umanità da Giovanni XXXIII con l’enciclica Pacem in terris, non potranno essere elusi da nessun uomo di buona volontà in qualsiasi luogo del mondo, in qualsiasi realtà storica, in qualsiasi contesto civile e religioso. Sono i pilastri o le radici che sorreggono e sottendono ogni impegno per la pace: è lecito chiedersi, però, se anche il cristiano di oggi è uno dei soldati dell’esercito di Esdra, che con una mano costruivano le mura di Gerusalemme mentre con l’altra combattevano, oppure un inventore, un poeta della pace che apre tante vie quanti sono gli uomini, che non vuole trasmettere conoscenze assolute ma tracce per vivere e sognare. La risposta è lasciata al cammino quotidiano dei cristiani e della Chiesa: cammino che può donare a tutti gli uomini un accrescimento di coscienza, di pace testimoniata, d’amore e di libertà, affinchè sia possibile capire quei pensieri che giungono con passi di colomba e che guidano il mondo e ci fanno udire Dio quando ci chiama dal futuro. fra benito m. fusco |
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