| |
|
|
 |
Articoli del Notiziario 1/2009 |
 |
 |
Mi avete dato molta gioia...
Dieci anni fa, con la responsabilità del Segretariato Missioni della Provincia di Piemonte e Romagna dei Servi di Maria, mi fu affidato anche il Notiziario Missionario, fondato nel 1989 da fra Bruno Quercetti. Ascoltando anche i suoi suggerimenti si tentò qualcosa di nuovo: non un organo autoreferenziale e di autoesaltazione delle attività nelle nostre missioni, ma un piccolo strumento di informazione capace di osare e affrontare anche momenti di formazione e ricerca dentro i grandi temi di giustizia, pace, solidarietà e di senso esistenziale, alla luce di quelle tracce evangeliche e di quelle parole perdute ma profonde che la vita offre a chi vuole guardarsi dentro, guardare oltre, guardare l’Altro, per attendere la primavera del mondo e trovare Dio nei passi della storia. Amici, confratelli, biblisti autorevoli, giornalisti, fotografi e Riviste prestigiose ci hanno donato con generosità e gratuità vere perle preziose e spaziosi approfondimenti profetici; vorrei, ringraziandoli, citare alcuni: Giuseppe Stoppiglia, Marco Guzzi, Alex Zanotelli, Giancarlo Bruni, Brunetto Salvarani, Monica Tognoni, Ermes Ronchi, Ricardo Pérez, Tonio Dall’Olio, Alessandra Becchi, Josè M. Castillo, Lorenzo Sani, Michele Serra, Erri De Luca, frei Betto, Antonio Vermigli, don Vitaliano Della Sala, Gabriele Giunchi, Angelo Pontini, Gabriele Maestri, Luciano Nadalini, Pino Cacucci, Mons. Luigi Bettazzi, Arturo Paoli e il nostro Alberto Maggi. Insomma quasi una genealogia matteana, e l’elenco è necessariamente incompleto, anche se l’affetto e la gratitudine per gli omissis sono identici e forti. Nel 1998 erano poco meno di tremila le copie distribuite, ora sono circa settemila, e dalle poche migliaia di lire che riceveva dai lettori per sostenersi o sorreggere qualche progetto solidale ha, in questi anni, umilmente raccolto circa un milione di euro per rispondere alle emergenze umanitarie (Kosovo, Mozambico, Tsunami), o per incoraggiare una promozione sociale e cristiana (Filippine, India/Tamil Nadu, Albania, Acre/Brasile, Mozambico, Uganda, Cile). In questo cammino ho trovato faticose adesioni, rimbrotti e inviti ad essere prudente, però nessuna censura, solo piccole intrusioni allarmate delle gerarchie diocesane, subito calmierate da superiori coraggiosi come padre Mario Azzario, tostamente cresciuto a Torino con Primo Levi e il cardinal Pellegrino. Certo, ho ricevuto qualche netto rifiuto da alcuni lettori/benefattori di antica formazione e le loro conseguenti osservazioni risentite, ma anche le legittime sollecitazioni o perplessità di chi si è voluto mettere in dialogo con semplicità e fiducia, o di chi con onestà non se la sentiva di accettare passivamente posizioni o articoli “troppo provocatori e troppo lontani dallo stile ordinario dell’informazione ecclesiale”. Ma tanti sono stati anche i segni di un libero consenso e di stimolo a proseguire a viso aperto, con lealtà. Forse il Notiziario Missionario ha risentito del desiderio molto soggettivo e personale, e mi scuso per questo, di uscire dal recinto per raccogliere qua e là, sullo stile dell’insuperabile settimanale Internazionale, qualcosa di lontano che si vuole vicino per ascoltare, capire, riflettere, accogliere. Questo desiderio non è molto gradito in questi tempi perfidamente attorcigliati intorno ad identità assolute, certezze presunte e impaurite, arroganze fredde e calcolatrici, tutte figlie illegittime di un Concilio Vaticano II tradito e svilito da negazionismi e revisionismi curiali e culturali. Stiamo diventando una Chiesa ricca e aggressiva, quindi sola, sterile e stanca come un corpo senza tenerezza, senza sensualità, senza vita vera, e che accarezza e si lascia accarezzare dal potere dimenticandosi di servire semplicemente l’uomo, di affidarsi teneramente al Padre. Ecco: questo è il mio ultimo numero del Notiziario Missionario, ora il mio desiderio è di sostare in una pace che mi permetta di raccogliere in me stesso tutto quello che ho offerto con entusiasmo e coscienza critica a chi pazientemente ha trovato anche in queste pagine parole di vita, di speranza e di lotta. Cantava il nostro David Turoldo: “… ogni cuore s’incendi ed arda: questo è un tempo che è senza pietà ...”, per me è tempo di approfondire la Parola e vivere il silenzio, che squarcerò solo di fronte all’Uomo ferito, umiliato e offeso. Grazie a tutti e a tutte. Mi avete dato molta gioia. fra benito m. fusco 17 febbraio 2009, Sette Santi Padri Fondatori
|
 |
 |
 |
 |
|
|
|
|
|